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PINO

denominazione botanica : Pinus Sylvestris

famiglia : Pinaceae

denominazione commerciale : Pino

tipo di legno : tenero (durezza di Janka 2,5 KN, discreta/media)

tipo di albero : conifera

profilo grezzo "lamellare"


profilo grezzo "massello"


esempi di variabilità di tessitura e fibratura grezza superficiale






profilo grezzo "lamellare finger joint"




Nota: se l’ingrandimento dei “rettangolini” di destra compare sul vostro monitor pari a circa 17 x 7 cm (e ciò è variabile a seconda dei monitor e delle impostazioni) allora starete vedendo la grandezza dell’immagine in scala reale, ed è come se il pezzo di legno stesse nelle vostre mani

Generalità.

"Pinus" è il nome comune di un genere di alberi e arbusti sempreverdi della famiglia delle Pinaceae. Al genere appartengono 120 specie circa.

Con la denominazione "PINO" si intendono usualmente gli alberi di quattro specie botanicamente distinte :
- Pinus Sylvestris (pino silvestre) , di areale europea continentale settentrionale ;
- Pinus Rigida (pino pece o Pitch Pine) , di areale degli Stati Uniti orientali ;
- Pinus Pinaster (pino marittimo) , di areale sulle coste settentrionali del Mar Mediterraneo ;
- Pinus Pinea (pino domestico) , di areale coincidente con quello del Pinaster .

I relativi legni sono anche sensibilmente diversi tra loro dal punto di vista meccanico, tanto che per la produzione di serramenti si usano essenzialmente due specie : il Pinus Sylvestris (pino silvestre) ed il Pinus Rigida (pino pece o Pitch Pine) .
In verità la più largamente utilizzata è il pino silvestre; a volte, per ragioni commerciali, si tende a differenziare la specie pitch-pine con la terminologia "americanizzata" per tentare di conferirle un interesse maggiore e particolare (solo apparente).
Il pino rigido, meglio noto come pitch-pine, è un albero di dimensioni medio-piccole (6÷15 m, eccezionalmente fino a 30 m) originario degli Stati Uniti orientali (il nome inglese deriva dal fatto che veniva largamente usato in passato per ricavarne la pece - pitch in inglese). A causa della forma irregolare e delle ridotte dimensioni non è tra gli alberi più diffusi per la produzione di legname. Tuttavia il legno è molto resistente ed è stato usato spesso per la costruzione di navi, travi e puntelli per miniere e traversine ferroviarie. È tuttora richiesto per impieghi all'aperto, per la notevole resistenza agli agenti atmosferici dovuta all'alto contenuto di resina.

Sembra, poi, opportuno rimarcare la differenza del Pinus Sylvestris con il Pinus Pinaster , cosiddetto pino marittimo, che trova il suo ambiente spontaneo ideale vicino alle coste del Mar Mediterraneo. Le distinzioni tra i due sono consistenti: per la chioma (che nel pino marittimo ha la inconfondibile chioma "ad ombrello") e per il colore della corteccia (è sempre spessa e fessurata, ma nel pino marittimo è grigia chiara nelle piante giovani, e diventa rossastro-scura in quelle adulte; praticamente il contrario che nel pino silvestre).
A sua volta il pino marittimo è molto simile alla specie del Pinus Pinea , cosiddetto pino domestico o da pinoli, il cui nome deriva dalla produzione dei semi commestibili (pinoli) racchiusi nelle pigne ovali (i frutti), quasi sferiche, che maturano in tre anni e che lo caratterizzano. Alto fino a 25 metri, sebbene l'altezza più comune sia sui 12÷20 m, ha un portamento caratteristico, con un tronco corto e una grande chioma espansa a globo, che col tempo diventa sempre più simile a un ombrello. Anche il pino domestico è uno degli alberi più tipici delle zone circostanti al mar Mediterraneo, in particolare sulle coste settentrionali ; l'areale originario si trovava probabilmente in Portogallo e Spagna, ma è stato coltivato da quasi 6.000 anni per i semi che sono anche diventati merce di scambio. Forma boschi litoranei dette pinete, dove vive in associazione con altre piante della macchia mediterranea.

Nel seguito tratteremo il pino silvestre (Pinus Sylvestris) che è quello più largamente usato per la produzione di serramenti.


Distribuzione.

Il pino silvestre è una specie arborea di primaria importanza nel settore forestale e selvicolturale; predilige terreni morbidi e areacei della zona temperata dell'emisfero settentrionale (boreale), anche se ci sono altre specie di Pinus sylvestris ai margini settentrionali dei tropici. Specie diffusa in varie zone d'Italia specie al centro-nord. Usato anche nei parchi e nei giardini. È diffuso nelle Alpi, nonché nell'Europa centrale e settentrionale (famoso è il pino di Svezia). Cresce solitamente a quote comprese tra i 500 e 1.400 metri (anche se sporadicamente può spingersi fino a 1.800-1.900 m), e in Piemonte e Lombardia è presente anche a quote relativamente basse. Forma sia boschi puri che misti, solitamente con l'abete rosso o l'abete bianco. In pianura forma boschi puri o misti con la betulla, il pioppo tremolo o la farnia (rovere). Assieme agli abeti caratterizzano i boschi di alta montagna italiani.
Di questa specie sono state descritte tre varietà principali: la varietà sylvestris in Europa e fino alla Siberia, la varietà hamata nei Balcani, in Turchia e nel Caucaso, e la varietà mongolica in Mongolia e parti confinanti della Siberia e della Cina nordoccidentale.


Caratteristiche e descrizione dell'albero.

In condizioni ottimali di ambiente l'albero può raggiungere l'altezza di 40 m ed il diametro a petto d'uomo di 70÷80 cm ; normalmente però i fusti sono considerati maturi quando hanno il diametro di 40÷45 cm. Il portamento e la forma dei tronchi sono fortemente dipendenti dalle caratteristiche ambientali.
Gli aghi (ovvero le foglie del pino) sono prevalentemente riuniti in gruppi (mazzetti) di 2, 3 o 5 (raramente 1, 4 o più aghi, a seconda della specie) che nelle piante adulte non sono inserite direttamente nel ramo (contrariamente agli alberi di abete) ma su corti rametti detti brachiblasti .
La corteccia : alla base degli alberi adulti è bruna-rossastra e si stacca a placche, nelle parti più giovani dei rami e del tronco il colore tende al rosso-marrone, a maturità è grigia.


Aspetto e caratteristiche del legno.

Largo alburno giallognolo biancastro nettamente differenziato dal durame roseo o bruno rossastro chiaro, con anelli di incremento ben distinti, molto resinoso. Frequente la presenza di legno di compressione (difetti: canastro) in seguito a sollecitazioni meccaniche persistenti o ripetute che hanno fatto curvare o inclinare i fusti; abbondante nodosità.
Peso specifico : allo stato fresco circa 850 kg/m3 ; dopo normale stagionatura circa 520 kg/m3 .
Ritiro volumetrico : elevato (scala: moderato, medio, alto, elevato)
Conduttività termica : 0,135 W / (m2 K)
Struttura istologica : tessitura da fine a media (scala: fine, media, grossolana);
fibratura condizionata dalle condizioni ambientali: da diritta ad elicoidale .
Caratteristiche meccaniche :
resistenza a compressione assiale mediamente 45 N/mm2 , a flessione 95 N/mm2 ;
durezza : da discreta a media (scala: discreta, media, elevata), valore Janka 2,5 KN ;
comportamento all'urto : basso (scala: basso, discreto, medio, buono);
modulo di elasticità 13.700 N/mm2 .
Durabilità : buona (scala: discreta, buona, media, ottima).

NOTA: i sopraindicati valori si riferiscono a dati medi (rilevati su campioni statisticamente significativi), essendo il legno un materiale naturale vivo e dunque di per sé non perfettamente uniforme (variando inevitabilmente da albero a albero).



Usi e proprietà.

Il legname è caratterizzato da un largo alburno giallognolo biancastro nettamente differenziato dal durame roseo o bruno rossastro chiaro, con anelli di incremento ben distinti, molto resinoso, e abbondanti nodosità. É frequente la presenza di tasche di resina e di canastro (quest'ultimo è un difetto che si può verificare nei tronchi, consistente nell'indurimento e contorcimento delle fibre, dovuto all'azione del vento sulle chiome o anche all'asimmetria delle chiome stesse, che crea difficoltà di lavorazione e possibilità di fenditure nel legname).
La durabilità: è influenzata dalla provenienza: mentre il materiale italiano di facile degradazione ad opera soprattutto dei funghi, quello del Nord Europa mostra caratteristiche assai migliori in dipendenza di un diverso contenuto di estrattivi (perciò è famoso e più pregiato quello di Svezia).
É largamente utilizzato per strutture costruttive di vario tipo, paleria, falegnameria, infissi, arredamento di interni, imballaggi, lana di legno, triturazione per pannelli e per carta e cellulosa.

Nota: il legname di Pino silvestre consumato in Italia deriva per gran parte da importazioni provenienti dalla Scandinavia (Svezia, Norvegia e Finlandia) e dall'ex Unione Sovietica .


Curiosità.

- Tutte le specie appartenente al genere Pinus sono state impiegate sin dall'antichità a scopo terapeutico. I pini sono ricchi di resine e di oli volatili canforati, tra cui il pinene, fortemente antisettico e stimolante. Nella medicina popolare gli aghi di pino venivano utilizzati come tali per ottenere dei fomenti (applicazione su parti doloranti del corpo di impacchi, generalmente riscaldati, imbevuti di sostanze medicamentose) .
Attualmente, da essi si ottiene, per distillazione, un olio essenziale, ricco in monoterpeni, che ha azione balsamica, sedativa della tosse ed antiinfiammatoria

- In Estremo Oriente il pino evoca l’immortalità grazie al legno robusto e alle foglie sempreverdi. Si dice anche che la resina, quando penetra nel suolo, produca dopo mille anni una specie di fungo miracoloso che donerebbe la vita eterna.

- In Giappone si utilizza il legno del pino e del cipresso per costruire i templi shintoisti e gli strumenti rituali. La resina estratta, forma concentrazioni dette “lacrime”, incorruttibili, traslucide, che sembrano racchiudere la luce solare: simboli di immortalità e purezza.

- Una volta dalla resina si ricavava, oltre a un olio essenziale, la trementina o acquaragia, la pece molle.
Questa serviva per calafatare le navi e incatramare il legno, ma veniva anche usata come olio per preparare alcuni prodotti medicinali. La resina era usata per balsami, aromi e incensi. In Grecia la si aggiungeva al vino con il pretesto di assicurarne la conservazione, pratica che continua ancora oggi. I sofferenti d’asma o ammalati di petto trovano sollievo nel respirare il balsamo emanato dai pini, mettendo dei fasci nella camera del malato da rinnovare due volte al mese.

- Nell’antica Grecia nacque un mito sulla pianta del pino che aveva come protagonista la ninfa Pitis. Per sfuggire al dio Pan che voleva violarla, chiese e ottenne di essere trasformata nell’albero di cui diede il nome.

- "Pino sulla Sponda del Lago Maggiore" è un comune di appena 224 abitanti situato in provincia di Varese, a pochi passi dal confine con la Svizzera, è infatti l'ultimo comune del Lago Maggiore che si attraversa prima di calpestare il suolo svizzero. Quel che salta all'occhio, e che è una delle curiosità di questa località lombarda, è la lunghezza del nome, che ne fa il comune italiano con il nome più lungo a pari merito con "San Valentino in Abruzzo Citeriore". Ma Pino (chiamato Pin in dialetto) batte facilmente il suo rivale nella definizione spesso utilizzata del nome, che aggiunge la dicitura Sponda Orientale o Sponda Destra.

- Per l'alto numero di esemplari di pino domestico (Pinus Pinea) in Italia, viene da molti considerato l'albero simbolo del paese, tanto che negli stati anglosassoni viene denominato "Italian stone pine" ed in Francia "Pin d'Italie" (famosa è anche la cartolina del golfo di Napoli con il pino in primo piano con la sfondo del Vesuvio).
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