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MOGANO

denominazione botanica : Shorea Pauciflora (Mogano Dark red Meranti)

famiglia : Dipterocarpacee

denominazione commerciale : Mogano (spesso accompagnata dalla specifica "meranti" o "seraya")

tipo di legno : duro (durezza di Janka 3,3 KN, media)

tipo di albero : latifoglia

profilo grezzo "lamellare"


esempi di variabilità di tessitura e fibratura grezza superficiale




Nota: se l’ingrandimento dei “rettangolini” di destra compare sul vostro monitor pari a circa 17 x 7 cm (e ciò è variabile a seconda dei monitor e delle impostazioni) allora starete vedendo la grandezza dell’immagine in scala reale, ed è come se il pezzo di legno stesse nelle vostre mani
Generalità.

La descrizione del mogano comporterebbe un vero e proprio trattato.
In realtà quello utilizzato per i serramenti è usualmente, ma erroneamente, denominato "mogano meranti" , ma sarebbe più giusto chiamarlo solo "meranti" in quanto, in realtà, non è un "mogano"; e, difatti, si tratta di un "meranti" appartenente alla famiglia delle Dipterocarpacee (genere Shorea), ed è un legno di colore rossiccio chiaro o scuro.
Quale vero mogano sarebbe da considerarsi soltanto quello provenienti dall'America centrale, escludendo quindi tutti quelli provenienti dall'Africa e dall'Asia. Il mogano americano è il mogano commerciale originale. Il mogano cubano o spagnolo fu portato in Europa dagli spagnoli dalle colonie delle Indie occidentali verso la fine del XVI secolo; però è soltanto nel XVIII secolo che assurse importanza nei mobili disegnati da Chippendale, Hepplewhite e Sheraton. Da allora si usa continuamente nell'ebanisteria con una varietà di stili. Oggi il mogano cubano, Swietenia mahogani, è un legno raro, e la maggior parte dei mogani americani, principalmente Swietenia macrophylla, provengono da fonti continentali e sono venduti con le denominazioni di mogano dell'Honduras, mogano brasiliano, mogano peruviano, ecc. a seconda dell'origine.

I legnami delle specie legnose del Meranti, Seraya e Lauan vengono usualmente indicati e trattati congiuntamente, e ciò deriva dal fatto che essi sono forniti da gruppi di specie arboree appartenenti alla stessa Famiglia delle Dipterocarpacee (in prevalenza al genere Shorea, in misura ridotta ai generi Parashorea e Pentacme) e dal punto di vista della struttura istologica e delle caratteristiche fisiche e tecnologiche sono strettamente affini.

Il cosiddetto "mogano" inteso ed utilizzato per serramenti è una latifoglia appartenente alla famiglia delle Dipterocarpacee e proviene dalle zone tropico equatoriali della Malesia e dell’Indonesia. E’ una specie legnosa che viene classificata solitamente in base al colore in: Meranti Dark red, Light red, Yellow red e Withe red. Le prime due varietà a differenza di quelle Yellow e Withe presentano una migliore durabilità naturale e migliori caratteristiche meccaniche. Spesso di utilizza anche il Seraya proveniente dal Borneo settentrionale.
Comunque, la specie più diffusamente impiegata per i serramenti è il Mogano Dark red Meranti perché, oltre ad essere molto bello dal punto di vista estetico ed avere degli ottimi assortimenti senza difetti, possiede anche le migliori caratteristiche di resistenza meccanica e di durabilità naturale. Si tratta di un legno abbastanza duro, resistente e duraturo, caratterizzato da toni e sfumature molto caldi.


Distribuzione.

L'areale di vegetazione naturale di queste Dipterocarpacee sono le foreste umide della fascia tropico-equatoriale che dall’India arriva alla penisola Indo-malese e ad alcune isole del Pacifico, incluse le Filippine. In questa grande estensione le denominazioni delle varie specie sono ovviamente assai diverse (superano il centinaio), ma il commercio internazionale tiene conto esclusivamente di tre nomi rispondenti alle provenienze geografiche principali, e precisamente indica con:

- Meranti il gruppo dei legni provenienti dalla Malesia e dall’Indonesia;
- Seraya il gruppo del legni provenienti dal Borneo settentrionale;
- Lauan il gruppo dei legni provenienti dalle Filippine .


Caratteristiche e descrizione dell'albero.

Le Dipterocarpaceae rappresentano la principale famiglia arborea delle foreste pluviali tropicali di bassa quota del Sud-est asiatico. Si tratta di una famiglia di alberi resinosi giganteschi, sempreverdi o semidecidui, raramente decidui nella stagione secca.
Prendono nome dal genere Dipterocarpus, che a sua volta viene dalle parole greche di (due), pteron (ala) e karpos (frutto), con riferimento al frutto dotato di due espansioni alari.
Gli alberi di questa famiglia possono arrivare a 70÷80 metri, con diametri alla base fino a quasi 2 m, e per questo motivo sono definiti come i "giganti" delle foreste del sud-est asiatico.
Il fusto ha in genere portamento diritto e colonnare a scarsa rastremazione, con contrafforti basali di varia entità. Le foglie sono alterne, semplici, cuoiose, sempreverdi. I fiori, riuniti in infiorescenze, sono completi, regolari, vistosi e spesso profumati, di circa 10 cm di diametro e colore giallo rosa; hanno 5 sepali e 5 petali, a volte fusi alla base. Il frutto è secco (capsula o noce), lungo circa 5 cm , di colore verde rosso, e contiene un solo seme. In quasi tutte le specie è munito di ali lunghe circa 15 cm., poste sulla cima della noce.
Le fibre del legno sono tendenzialmente di colore rossastro tenue, spesso con alcune venature più scure, e si presentano con un inconfondibile aspetto a “poro aperto”.


Aspetto e caratteristiche del legno.

Di questi legni si usa fare una ripartizione a seconda del colore: bianco, giallo, rosso chiaro e rosso scuro. Si deve tuttavia notare che se il rosso chiaro ed il rosso scuro sono abbastanza ben distinguibili, il giallo ed il bianco lo sono assai meno in quanto molti pezzi hanno tonalità sfumate che è assai difficile dire se siano giallognole o rosate, biancastre oppure rosee. In linea di larga massima può ritenersi che nei tipi bianco e giallo la differenza tra alburno e durame è poco netta allo stato fresco mentre dopo stagionatura il durame tende verso tonalità brune o verdognole. Nei tipi rossi la differenziazione è netta essendo l’alburno generalmente grigiognolo o roseo grigio ed il durame rossastro o rosso cupo.

Peso specifico : allo stato fresco circa 850 kg/m3 ; dopo normale stagionatura circa 650 kg/m3.
Ritiro volumetrico : medio (scala: moderato, medio, alto, elevato)
Conduttività termica : 0,175 W / (m2 K)
Struttura istologica : tessitura grossolana (scala: fine, media, grossolana);
fibratura più o meno intrecciata con grande frequenza .
Caratteristiche meccaniche :
resistenza a compressione assiale mediamente 50 N/mm2 , a flessione 95 N/mm2 ;
durezza : media (scala: discreta, media, elevata) , valore Janka 3,3 KN ;
comportamento all'urto : discreto (scala: basso, discreto, medio, buono) ;
modulo di elasticità 13.000 N/mm2.
Durabilità : media (scala: discreta, buona, media, ottima).

NOTA: i sopraindicati valori si riferiscono a dati medi (rilevati su campioni statisticamente significativi), essendo il legno un materiale naturale vivo e dunque di per sé non perfettamente uniforme (variando inevitabilmente da albero a albero).



Usi e proprietà.

Di questi legni si usa fare una ripartizione a seconda del colore: bianco, giallo, rosso chiaro e rosso scuro.
Si deve tuttavia notare che se il rosso chiaro ed il rosso scuro sono abbastanza ben distinguibili, il giallo ed il bianco lo sono assai meno in quanto molti pezzi hanno tonalità sfumate che è assai difficile dire se siano giallognole o rosate, biancastre oppure rosee.
In linea di larga massima può ritenersi che nei tipi bianco e giallo la differenza tra alburno e durame è poco netta allo stato fresco mentre dopo stagionatura il durame tende verso tonalità brune o verdognole. Nei tipi rossi la differenziazione è netta essendo l’alburno generalmente grigiognolo o roseo grigio ed il durame rossastro o rosso cupo.

Lavorabilità:
Meranti e Seraya bianchi: le lavorazioni sono discretamente agevoli ma la presenza di particelle minerali (silicio) nelle cellule provoca la rapida smussatura degli utensili da taglio. Per la sfogliatura e la tranciatura i tronchi devono venire preventivamente ammorbiditi.
Meranti e Seraya gialli e rosso chiari: tutte le operazioni si effettuano senza problemi particolari; non sono presenti particelle minerali. L’essiccazione si compie con molta lentezza.
Meranti e Seraya rosso scuri: le lavorazioni appaiono abbastanza facili, l’essiccazione è però molto lenta; per la finitura è da preventivare un elevato consumo di turapori (perché sono naturalmente a "poro aperto").
Altri impieghi principali.
Per i Meranti e Seraya bianchi e rosso scuri : grossa falegnameria, fondi e pareti di veicoli, ponti di natanti, liste da pavimento, mobili, sfogliatura per compensati.
Per i Meranti e Seraya gialli oltre agli impieghi citati per i tipi bianchi e rosso scuri possono prendersi in considerazione anche strutture portanti.
Per i Meranti e Seraya rosso chiari falegnameria, mobili ed arredamento di interni.


Curiosità.

- In Thailandia il suo legno è utilizzato per produrre una buona qualità di carbone, e di pasta per carta, e legno venduto sotto la denominazione di keruing. La sua gomma è usata localmente come vernice impermeabile. L’albero stesso e’ utile per la fissazione del nitrogeno, il controllo dell’erosione, la stabilizzazione del suolo e la regolazione delle acque. In Thailandia e’ conosciuto come yang-tang.

- Molto del suono di una chitarra acustica è dato dal legno utilizzato per la cassa di risonanza. Il legno del fondo e dei fianchi è generalmente differente da quello utilizzato per la lamina frontale in quanto il suono della chitarra sfrutta le diverse caratteristiche dei diversi legni. Il palissandro ed il mogano (sapelli) sono i legni più usati per fondo e fianchi, più caldo, profondo e ricco di armonici il suono del primo e più forte, secco e squillante quello del secondo.

- Il mogano fu il primo legno ad essere utilizzato per la costruzione di eliche per aeroplani all'inizio del 1900. Questo fu probabilmente dovuto alle sue proprietà meccaniche ed alla sua lavorabilità, e forse anche perché all'epoca era molto impiegato dall'industria boschiva come mezzo di speculazione.

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