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LARICE

denominazione botanica : Larix Decidua

famiglia : Pinaceae

denominazione commerciale : Larice

tipo di legno : tenero (durezza di Janka 2,8 KN, media)

tipo di albero : conifera

profilo grezzo "lamellare"


esempi di variabilità di tessitura e fibratura grezza superficiale




Nota: se l’ingrandimento dei “rettangolini” di destra compare sul vostro monitor pari a circa 17 x 7 cm (e ciò è variabile a seconda dei monitor e delle impostazioni) allora starete vedendo la grandezza dell’immagine in scala reale, ed è come se il pezzo di legno stesse nelle vostre mani

Generalità.

Larix è un genere di conifere appartenenti alla famiglia delle Pinaceae. Vi appartengono i larici con l'unica specie europea presente in Italia: Larix Decidua. Nella flora italiana spontanea, i larici sono le uniche conifere le cui foglie non sono persistenti (non sono sempreverdi e quindi si spogliano in autunno e inverno).


Distribuzione.

Il larice comune (Larix decidua) è una specie di larice nativa delle montagne dell'Europa centrale, nelle Alpi e nei Carpazi. Rappresenta una caratteristica che lo distingue totalmente dalle altre conifere, infatti il larice comune, o alpino, perde totalmente le foglie in inverno. Questa caratteristica gli permette, senza dubbio, di avere una maggiore resistenza nei confronti del freddo e di poter essere riconosciuto a prima vista in un bosco montano invernale. In primavera la pianta mette su foglie verdi, aghiformi e resistenti, mentre in autunno tutto il fogliame diviene di colore giallo e cade al suolo. In Italia è molto comune in tutte le Alpi, dove si spinge anche a quote molto elevate (raggiungendo e superando anche i 2.300 metri). Dove il bosco lascia il posto alle praterie alpine si incontrano vecchi individui isolati, deformati dal vento e dalla neve. E' un tipo di albero che può vivere fino a migliaia di anni.
Un'altra specie diffusa ma introdotta è il Larice del Giappone (Larix kaempferi Sargent) utilizzato in selvicoltura perché resiste al cancro del larice. Il larice è un'importantissima pianta forestale nelle foreste della Siberia e del Canada.


Caratteristiche e descrizione dell'albero.

È una conifera a portamento eretto con accrescimento rapido in gioventù, raggiunge 25÷45 m di altezza e fino a 1 m di diametro (in casi eccezionali fino a 55 m di altezza e 2 di diametro). Il Portamento può comunque differenziarsi in base all'altitudine, essendo questa una specie caratterizzata da un certo polimorfismo: la chioma, infatti, può assumere una forma più espansa alle quote alpine più basse, mentre tende a divenire più stretta a quote maggiori (per contenere i danni provocati dalla neve). Ha tronco monopodiale, dritto o ricurvo alla base, massiccio nelle piante vecchie. I rami di primo ordine sono grossi e lunghi, ricurvi verso il basso e ascendenti all’estremità, quelli di secondo ordine sono invece lunghi, sottili e penduli.
Grazie alla caratteristica di perdere gli aghi il larice comune è una delle poche conifere capaci di sopportare intervanti di potatura errati e di ricacciare germogli anche dal tronco. Il loro valore estetico è associato sia a piantagioni ornamentali sia per la produzione del legname. Ciò che più colpisce nella visione del larice comune è la diversa e spettacolare gamma di colori stagionale: se all'inizio della primavera, infatti, spuntano svariati ciuffi dal colore verde smeraldo che, più tardi, in estate si trasformerà in verde più scuro. Sono inseriti nel germoglio singolarmente. I rametti giovani hanno un tipico color ocra.


Aspetto e caratteristiche del legno.

L'alburno giallognolo, di modesto spessore, nettamente differenziato dal durame rosso, bruno rossastro o addirittura porporino: trattandosi di specie di montagna gli anelli di incremento sono quasi sempre di esigua ampiezza. Sulle sezioni radiali i raggi midollari, anche se assai piccoli, sono percettibili per il loro colore. Abbondante presenza di resina, formante talora vere tasche intercluse nel legno.

Peso specifico : allo stato fresco circa 830 kg/m3 ; dopo normale stagionatura circa 630 kg/m3 .
Ritiro volumetrico : medio (scala: moderato, medio, alto, elevato)
Conduttività termica : 0,156 W / (m2 K)
Struttura istologica : tessitura fine (scala: fine, media, grossolana);
fibratura diritta ma non sempre, sovente anche elicoidale in conseguenza delle condizioni ambientali.
Caratteristiche meccaniche :
resistenza a compressione assiale mediamente 51 N/mm2 , a flessione 92 N/mm2 ;
durezza : media (scala: discreta, media, elevata), valore Janka 2,8 KN ;
comportamento all'urto : discreto (scala: basso, discreto, medio, buono);
modulo di elasticità 14.000 N/mm2 .
Durabilità : da buona a media (scala: discreta, buona, media, ottima).

NOTA: i sopraindicati valori si riferiscono a dati medi (rilevati su campioni statisticamente significativi), essendo il legno un materiale naturale vivo e dunque di per sé non perfettamente uniforme (variando inevitabilmente da albero a albero).


Usi e proprietà.

Si lavora facilmente anche se la presenza di resina tende ad impastare le lame degli utensili. Unioni con chiodi, viti, colla avvengono senza difficoltà. Prende una buona pulitura. La sua robustezza e la moderata durevolezza fanno del larice un legname utile per usi all'esterno. E' un legname tradizionalmente utilizzato per rivestimento di barche, specialmente per barche da pesca, ed è un eccellente legname da palizzate. E' usato sia segato che in tondelli.
Il legno ha tessitura piuttosto fine con fibratura generalmente diritta. Per il suo contenuto di resina è dotato di ottima durabilità.
Il legno di larice comune è conosciuto fin dall'antichità per la sua durata e robustezza. Per la facile lavorazione, il suo bel colore rosso intenso, è apprezzato nei lavori di falegnameria, specie per gli esterni. Immerso in acqua, diviene resistentissimo. Come altre conifere, dalla resina si estrae la trementina (la cosiddetta «trementina di Venezia» perché in passato il commercio del prodotto, che si raccoglieva nel Trentino, veniva accentrato nella città lagunare: se ne ricava un’essenza medicinale, un antisettico contro le malattie infettive e infiammatorie delle vie primarie e respiratorie; la tremendina viene usata anche come solvente nell'industria delle vernici e delle pitture, nonché per sciogliere le cere nella lucidatura dei mobili; per la sua azione revulsiva è talvolta usata in farmacia). La corteccia è impiegata per l'estrazione dei tannino. Da sempre le popolazioni alpine hanno sfruttato il suo legno; in Alto Adige è molto diffusa l'utilizzazione di questo legno come materiale da costruzione delle case, e addirittura per intagliare le tegole per i tetti che hanno lunga durata grazie alla presenza di resina.
Il legno di questa conifera, oltre ad essere materiale da costruzione, è da sempre usato come combustibile per stufe e camini.
I servizi forestali hanno da sempre mostrato un particolare interesse verso il larice comune nell'impiego per la riforestazione e la solidificazione di suoli naturali. Questa specie ha davvero molti vantaggi legati, tra l'altro, alla sua rusticità, al suo elevato potenziale di crescita ed al suo valore paesaggistico e lignicolo.
Tra i legni di conifere alpine, o in generale di conifere, quello di larice si distingue dagli altri per due aspetti, quali l'alta durabilità naturale e le eccellenti proprietà meccaniche, che lo fanno apprezzare per il suo utilizzo quale elemento strutturale per le case e per l'impiego da esterno.


Curiosità.

- I tre larici millenari della Val d’Ultimo (Bz) si trovano a 1.430 metri di quota presso l’abitato di Santa Gertrude nel bosco che protegge dalle valanghe i masi (tipiche case di montagna).
Essi sono gli ultimi testimoni dei primi insediamenti umani, quando la più interna Val d’Ultimo era ancora popolata da orsi, lupi e linci, e sono presenti fin dall'epoca dell'Impero Romano; per tal motivo vengono considerati le più antiche conifere d’Europa. I romani conoscevano, fin dai tempi dell'imperatore Augusto, la parola "LARIX" come forma linguistica tipica della popolazione gallica delle Alpi. - Il larice ha sempre evocato ai montanari l’emblema della Robustezza perché resiste al gelo e alle intemperie.

- Gli Ostíachi, popolo siberiano di ceppo finnico, stanziato a valle di Tobolsk, considerano un'altra specie di larice il Larix sibirica, come l’Albero cosmico che unisce cielo, terra e inferi e lungo il quale scendono il Sole e la Luna nelle sembianze di uccelli d’oro e d’argento.

- Le foglie, in estate, trasudano una sostanza simile alla manna, vero bottino per le api, che ne traggono un miele prelibato.

- Questo albero occupa una posizione importante nel folklore europeo nel quale è tradizionalmente considerato una difesa contro gli incantesimi e gli spiriti maligni. Un collare di corteccia di larice veniva talvolta indossato dai bambini, come protezione dallo sguardo del demonio. La solidità a la durevolezza del legno di questa pianta sono noti dalle epoche più remote, non a caso i romani lo usavano per costruire le loro barche.

- La parte interna della corteccia è commestibile sia cruda, sia seccata e polverizzata: mescolata con altri cereali, può essere usata per fare il pane.

- La leggenda della non combustibilità del legno di larice comune si trova per la prima volta negli scritti del costruttore romano Vitruvio, il quale conosceva questa pianta solo per sentito dire. Ciò nonostante essa si mantenne sino al Medioevo.

- In varie parti della Germania il 30 aprile viene appesa una "Hexenrüttel" di larice su porte e finestre, per tenere lontane le streghe.
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