area riservata siti amici credits

ABETE

denominazione botanica : Picea Abies (abete rosso) o Abies Alba (abete bianco)

famiglia : Pinaceae

denominazione commerciale : Abete

tipo di legno : tenero (durezza di Janka 2,1 KN, discreta/media)

tipo di albero : conifera

profilo grezzo "lamellare"


esempi di variabilità di tessitura e fibratura grezza superficiale




Nota: se l’ingrandimento dei “rettangolini” di destra compare sul vostro monitor pari a circa 17 x 7 cm (e ciò è variabile a seconda dei monitor e delle impostazioni) allora starete vedendo la grandezza dell’immagine in scala reale, ed è come se il pezzo di legno stesse nelle vostre mani

Generalità.

Gli abeti sono alberi appartenenti al genere Abies, tipici delle foreste e delle montagne dell'emisfero boreale (settentrionale), a cui appartengono due specie, l'abete rosso e quello bianco, il cui legname, per le caratteristiche meccaniche e conseguentemente per il loro impiego, è praticamente simile;
le differenze tra queste due specie riguardano altri aspetti meno importanti per quello che ci interessa (in ambito di serramenti) , di significato solo botanico:

- per gli aghi: nell'abete rosso hanno sezione quadrangolare, mentre nell'abete bianco sono piatti;

- per la corteccia: nell'abete rosso è più scura, rossastra, e si stacca in placche rotondeggianti o irregolarmente rettangolari (di circa 1÷2 cm);

- per le pigne (prodotte dai fiori) : nell'abete bianco sono erette (rivolte verso l'alto), non cadono ma si sfaldano, mentre nell'abete rosso sono pendule (rivolte verso il basso) e cadono intere (si possono dunque osservare sul terreno);

- per il portamento dei rami: nell'abete rosso (peccio) quelli principali sono orientati verso l'alto e quelli secondari sono penduli, mentre l'abete bianco li ha esclusivamente orizzontali.
Inoltre, gli abeti (sia rosso che bianco) si distinguono dal pino silvestre e dal larice - con i quali condividono l'habitat nelle Alpi - per l'attacco degli aghi: nei pini e nei larici gli aghi sono raggruppati a ciuffetti, mentre negli abeti sono inseriti singolarmente sui rametti.


Distribuzione.

L'abete rosso (Picea Abies) .
Detto anche Peccio, ha un vasto areale europeo che va dalla Scandinavia ai Balcani. In Italia vive spontaneo su tutto l'arco alpino ed occupa un importante posto tra le specie forestali, ed è presente dalle Alpi dalla Liguria alle Alpi Giulie. Nell'arco alpino l'abete rosso forma boschi di notevole estensione solo a partire dalla sezione nord-occidentale delle Alpi Marittime, ma fino alla Valle d'Aosta è spesso subordinato all'abete bianco nell'orizzonte montano e al larice in quello subalpino. Le peccete (foreste di peccio, abete rosso) si estendono maggiormente nelle Alpi centrali ed orientali, dove questa specie approfitta di condizioni climatiche per essa ideali, soprattutto estive (caldo moderato e precipitazioni regolari nel trimestre estivo).
Sulle Alpi è specie tipica dell'orizzonte montano medio e superiore e di quello subalpino inferiore, trovando condizioni climatiche ideali tra i 1.200 ed i 1.800 m di altitudine, anche se in condizioni particolari può scendere fino a soli 600÷800 m di altitudine, come nel Tarvisiano, oppure risalire fino a 2.100÷2.200 m, come in alcune località dell'alta Valtellina.

L'abete bianco (Abies Alba) .
Ha un areale di diffusione europeo ampio ma frazionato, caratterizzato da quattro subareali più o meno collegati tra loro e collocati rispettivamente sui rilievi della Germania centro-meridionale, nei Carpazi, sulle catene montuose della penisola balcanica centro settentrionale e lungo la catena alpino-appenninica. Il nucleo principale è sicuramente quello centro-europeo, dove si possono trovare bellissime abetine come quella della Selva Nera.
In nord Italia l'abete bianco è presente sulle Alpi, ma in maniera discontinua: è comune nelle Alpi orientali, mentre è poco diffuso (e talvolta assente su ampi tratti) lungo le aree interne dei settori centrale e occidentale della catena alpina, zone nelle quali le condizioni microclimatiche ed ecologiche favoriscono il larice e (in misura minore) l'abete rosso; ritorna invece ad essere frequente nelle Alpi Marittime e nelle Alpi Liguri.
Nel Meridione lo si rinviene sia nell'Appennino lucano e sia nell'Appennino calabro.
L'abete bianco vegeta in zone montane, ad altitudini comprese tra i 400 e i 2.100 m s.l.m. , trovando il suo climax ideale nelle zone a piovosità e umidità atmosferica medio-alte comprese tra i 900 e i 1.800 m. L'abete bianco è una specie sciafila che raramente forma boschi puri (abetine), ed è invece una componente importante dei boschi misti del piano montano e subalpino, ad esempio può formare estese foreste associandosi al faggio (Fagus sylvatica), albero con il quale condivide esigenze climatiche e pedologiche, mentre a quote subalpine si può trovare associato al larice (Larix decidua) e all'abete rosso (Picea abies).
Negli ultimi tempi l'abete bianco ha subito una diminuzione di numero. Ad esempio, negli ultimi due decenni, nell'Altipiano svizzero, l'abete bianco è diminuito di circa l'11% e attualmente esso rappresenta solo il 13% degli alberi, cifra decisamente inferiore al 37% del più diffuso abete rosso.
Tale diminuzione è in gran parte dovuta all'azione antropica (cioè dell'uomo) che, nella maggior parte dei casi, ha sfavorito questa conifera a favore di altre piante, in particolar modo del faggio, oppure l'ha eliminata per dar vita ad ampi pascoli; e, tra le cause antropiche è da non sottovalutare anche il taglio delle giovani piante per l'utilizzo come "albero di Natale" .


Caratteristiche e descrizione dell'albero.

L'albero raggiunge 40 m di altezza con diametro a petto d'uomo sino a 70÷80 cm: normalmente si può far conto di altezze di 25-30 m con diametro a petto d'uomo di 40÷45 cm. Il fusto diritto e regolare: l'abbondanza e lo sviluppo dei rami dipendono dalla densità dei soprassuoli.
Più in particolare, le peculiarità del rosso e del bianco sono le seguenti.

L'abete rosso (Picea Abies) .
Alto fino a 60 metri, con tronco diritto e chioma conica relativamente stretta. Il Portamento può comunque differenziarsi in base all'altitudine, essendo questa una specie caratterizzata da un certo polimorfismo: la chioma, infatti, può assumere una forma più espansa alle quote alpine più basse, mentre tende a divenire più stretta a quote maggiori (per contenere i danni provocati dalla neve).
La corteccia è sottile e rossastra (da quest'ultima caratteristica deriva il nome comune dell'albero), con l'età diviene bruno-grigiastra.
Le foglie sono costituite da aghi appuntiti, a sezione quadrangolare, lunghi fino a circa 2,5 cm, inseriti su cuscinetti in rilievo posti tutto intorno al rametto, con tendenza a disporsi su un piano orizzontale.
I fiori, meglio indicati come sporofilli, maturano in aprile-maggio.
Gli strobili, comunemente detti "pigne", sono cilindrici, penduli, lunghi 10÷20 cm e larghi 2÷4 cm, dapprima di color verde o rossiccio, poi marroni (in autunno). Cadono interi a maturità. La fruttificazione è tardiva (20÷50 anni).

L'abete bianco (Abies Alba) .
L'abete bianco è un albero sempreverde e monoico, cioè presenta sulla stessa pianta fiori maschili e femminili distinti e separati. Vive ad altitudini comprese fra 400 e 1.900 metri e risulta essere un albero molto longevo: può raggiungere, infatti, i seicento anni d'età. L'abete bianco è una specie sciafila (che può vivere in zone d'ombra); allo stato di giovane, tale abete può restare sotto copertura anche per trent'anni, con conseguente malformazione del fusto, mentre allo stato adulto ha la necessità di vegetare in piena luce. L'abete bianco ama l'umidità, terreni freschi e profondi, tipici delle zone ombreggiate e molto piovose.
L'abete bianco può crescere fino a un'altezza di circa 50 metri, presenta un fusto diritto che può arrivare ad un diametro di 3 metri. Se la pianta cresce isolata, il fusto si caratterizza fin dalla base dalla presenza di fitti rami, se invece la pianta cresce a stretto contatto con altre, il fusto risulta spoglio per una ragguardevole parte della sua altezza. La chioma, di colore verde-blu cupo, ha forma piramidale negli esemplari giovani, mentre negli adulti (dopo i 60÷80 anni) si forma un appiattimento, definito "nido di cicogna".
La corteccia, negli esemplari giovani, è liscia, ha un colore bianco-grigio argenteo e presenta delle piccole sacche resinose che, se premute, diffondo odore di trementina. La corteccia di abete bianco è tra la specie Abies una delle meno ricche in tannino (solo il 5%). Tuttavia, a differenza di altre conifere che possiedono un legno resinoso, nell'abete bianco il legno ne è poco ricco mentre nella corteccia sono presenti delle sacche da cui è possibile estrarre la trementina.
Le foglie sono costituite da aghi appuntiti con una disposizione a "pettine", con gli aghi solitari e inseriti singolarmente nei rami, particolare che li differenzia dai pini che hanno, invece, aghi riuniti in gruppetti.
Fiori: alle nostre latitudini la fioritura dell'abete bianco avviene tra maggio e giugno. Parlare di fioritura delle conifere è in realtà inesatto, dal momento che queste piante sono gimnosperme e non producono fiori, come siamo abituati ad intenderli, né frutti. Gli organi riproduttivi consistono di sporofilli raggruppati a formare coni o strobili: gli sporofilli maschili (microsporofilli), cui si deve la formazione del polline, sono riuniti in coni maschili o strobili; gli sporofilli femminili (macrosporofilli) portano alla formazione degli ovuli e sono riuniti in coni femminili (le pigne).
Le strutture comunemente chiamate "pigne" derivano dai coni femminili che possono lignificare e rimanere sui rami. Sono quasi cilindrici, si trovano soprattutto nella parte superiore della chioma e, a differenza dell'abete rosso, sono rivolti verso l'alto. Formati da squame fitte con brattee sporgenti dentate che proteggono i semi all'interno, gli strobili sono lunghi 10÷18 cm e larghi 3÷5 cm; inizialmente di colore verde, diventano rosso-bruno quando giunti a maturità.
L'apparato radicale è inizialmente di tipo fittonante: un'unica grande radice che penetra nel terreno raggiungendo una profondità di circa 1,60 metri che ancora saldamente la pianta al suolo; in seguito si formano alcune radici laterali (ramificazione laterale) che continuano ad accrescersi e ingrossarsi spingendosi, se possibile, in profondità. L'abete bianco è, per questo, una delle conifere che meglio si ancora al terreno e risulta quindi poco soggetta a sradicamenti.


Aspetto e caratteristiche del legno.

Non vi è differenziazione tra alburno e durame essendo il colore generale giallognolo biancastro: la zona tardiva degli anelli di incremento è di colore bruno e risulta molto evidente. Il legno contiene resina che in particolari circostanze può dar luogo a vere "tasche" intercluse nei tessuti. Frequente la presenza di legno di compressione (difetti: canastro) in seguito a sollecitazioni meccaniche persistenti o ripetute che hanno fatto curvare o inclinare i fusti.
Peso specifico : allo stato fresco circa 880 kg/m3 ; dopo normale stagionatura circa 460 kg/m3 .
Ritiro volumetrico : elevato (scala: moderato, medio, alto, elevato)
Conduttività termica : 0,122 W / (m2 K)
Struttura istologica : tessitura media (scala: fine, media, grossolana) ;
fibratura abbastanza diritta negli alberi con fusto regolare, elicoidale negli alberi isolati soggetti a forti venti .
Caratteristiche meccaniche :
resistenza a compressione assiale mediamente 38 N/mm2 , a flessione 78 N/mm2 ;
durezza : da discreta a media (scala: discreta, media, elevata) , valore Janka 2,1 KN ;
comportamento all'urto : basso (scala: basso, discreto, medio, buono) ;
modulo di elasticità 14.000 N/mm2 .
Durabilità : discreta (scala: discreta, buona, media, ottima) .

NOTA: i sopraindicati valori si riferiscono a dati medi (rilevati su campioni statisticamente significativi), essendo il legno un materiale naturale vivo e dunque di per sé non perfettamente uniforme (variando inevitabilmente da albero a albero).



Usi e proprietà.

Non vi è differenziazione tra alburno e durame essendo il colore generale giallognolo biancastro: la zona tardiva degli anelli di incremento è di colore bruno e risulta molto evidente. Il legno contiene resina che in particolari circostanze può dar luogo a vere "tasche" intercluse nei tessuti.
L'abete, in generale, è molto utilizzato per impieghi silvicolturali e come albero ornamentale.
L'abete rosso è oggetto di selvicoltura in un numero sterminato di ettari nell'Europa settentrionale (Svezia, Finlandia) ed in Russia ma anche, su più ridotte superfici, sulle Alpi. In Italia sono rari gli impianti artificiali trattati a taglio raso mentre appare comunemente associato all'abete bianco, al faggio ed al larice. Il trattamento preferenziale è quello del taglio saltuario.
Il legno di abete ha una larga polivalenza di impieghi: strutture costruttive di vario genere, alberi da nave, paleria, segati, falegnameria, imballaggi, lana di legno, materiale da triturazione per pannelli e per carta e cellulosa.
Il legno dell'abete bianco è leggero, abbastanza tenero, di colore chiaro con venature rossastre; ritenuto qualitativamente inferiore a quello dell'abete rosso, è comunque ampiamente impiegato dalle industrie cartiere per ottenere cellulosa tramite il processo al solfito e nelle falegnamerie, dove viene utilizzato per varie costruzioni sia di interni (arredamenti) che per gli esterni, nonostante sia abbastanza vulnerabile a tarli e agenti atmosferici. Alcuni vantaggi del legno di abete bianco rispetto al legno dell'abete rosso si possono trovare nel fatto che tale legno non contiene resina, poiché questa è presente solo nella corteccia, una maggiore resistenza e portata statica ed una superiore attitudine all'impregnazione. Gli svantaggi rispetto all'abete rosso stanno in una maggiore presenza di durame con elevato contenuto di umidità (tale difetto viene definito "cuore bagnato") e nella presenza di "cipollatura", un difetto del legno che consiste in un maggior sfaldamento in corrispondenza degli anelli annuali di accrescimento.
Per i serramenti è più utilizzato l'abete rosso (Picies Abies).
Il legno di abete rosso, in particolare, ha ottime proprietà di amplificazione del suono e, per questa ragione, viene utilizzato nella costruzione delle tavole armoniche degli strumenti a corda. Il riferimento generico all'abete rosso va specificato, facendo riferimento preferibilmente all'abete rosso "di risonanza", così chiamato per le sue caratteristiche acustiche, che risultano ottimali per detti strumenti. Esso è un particolare tipo di abete rosso (spesso designato, commercialmente e in liuteria, col termine "abete maschio"), il cui legno presenta anomalie di accrescimento degli anelli annuali (c.d. "maschiature") e che, da secoli, viene ricercato dai liutai e costruttori per realizzare la tavola armonica di svariati strumenti musicali a corda, tra i quali strumenti ad arco (violini, viole, violoncelli...) nonché clavicembali, pianoforti, chitarre classiche. La distribuzione di questo "albero che canta" è limitata a poche zone europee. Si ritiene che numerosi strumenti musicali, anche di illustri liutai dei secoli scorsi, siano stati costruiti con il legname di risonanza della Val di Fiemme e della foresta di Paneveggio in provincia di Trento, nonché della Val Canale e del Tarvisiano in provincia di Udine (il famosissimo Antonio Stradivari, per i suoi straordinari violini, si riforniva presso la Magnifica Comunità di Fiemme) .

Dalla distillazione della resina dell'abete rosso , così come per altre conifere, si estrae la trementina (la cosiddetta «trementina di Venezia» perché in passato il commercio del prodotto, che si raccoglieva nel Trentino, veniva accentrato nella città lagunare: se ne ricava un’essenza medicinale, un antisettico contro le malattie infettive e infiammatorie delle vie primarie e respiratorie; la tremendina viene usata anche come solvente nell'industria delle vernici e delle pitture, nonché per sciogliere le cere nella lucidatura dei mobili; per la sua azione revulsiva è talvolta usata in farmacia).


Curiosità.

- L'abete è il classico albero che viene utilizzato a Natale.
Nel mondo precristiano l'abete era il simbolo del Dio che sostiene la Terra e ogni cosa, quindi era assimilato al sole.
A Natale, in occasione del solstizio d'inverno, l'albero veniva e viene tuttora addobbato con dolci, frutti, regali come simbolo di prosperità e abbondanza e con candeline che ricordano i raggi solari. E' ancora di abete, solitamente, il ceppo natalizio, che si accende la notte di Natale e che si esaurisce all'epifania. Per farlo durare tutti quei giorni lo si spegneva la notte e lo si riaccendeva il giorno successivo.
Si dice che gli Dei ebbero pietà dei mortali e donarono loro l'abete per combattere malattia e tristezza. L'abete veniva spesso usato come albero di maggio, che rappresentava il fallo del Dio della vegetazione, ed era sormontato da una ghirlanda di rami d'abete e fiori, che simboleggiava la Dea.

- Il più grande abete bianco d'Europa è un esemplare alto 50 metri e con una circonferenza di 4,8 metri. Si trova a Lavarone (in Italia, provincia di Trento), in località Malga Laghetto, ed è chiamato dalla gente locale Avez del Prinzipe.

- In passato, tra il XV e il XVIII secolo, la pianta veniva utilizzata, data la notevole altezza dei suoi fusti, come albero di maestra per le navi.

- Un abete bianco è il più alto tra gli alberi di Natale donati allo Stato del Vaticano: alto 34,60 metri pesava circa 95 quintali, con una circonferenza di quasi tre metri. Proveniva dalla località di Cingoli nel comune di Taverna in Calabria.

- L'abete rosso è una delle piante più longeve al mondo. In particolare, un esemplare clonale scoperto in Svezia nel 2004 e datato al carbonio da Leif Kullman, botanico all'università di Umea in Svezia, avrebbe ben 9550 anni, risultando l'organismo vivente clonale più anziano del pianeta. È stato battezzato Old Tjikko.

- Le foglie, ricche di provitamina A, anticamente venivano utilizzate per curare malattie agli occhi.

- La corteccia dell'abete rosso è spesso rivestita da una sostanza resinosa, gommosa e cerosa, da cui si ricava un'importante sostanza nutritiva: la propoli. Le api raccolgono la resina e con le loro secrezioni ghiandolari la utilizzano in forma di propoli per vari scopi nell'alveare. Tra le varie proprietà della propoli si riscontrano, a un'analisi medica, la presenza di un numero elevato di polifenoli o flavonoidi che le conferiscono un'importante funzione terapeutica, antiossidante, battericida e anti infiammatoria.

- I monaci di Camaldoli (nel comune di Poppi (Ar) , in Toscana) producono un liquore con estratti di questo albero chiamato "Lacrima d'abeto".

- L'abete è una specie sciafila , e cioè che può vivere in zone d'ombra con poca luce . Tanto, che nell'aprile 2009 a Izhevsk (Russia) un seme di abete inalato da un uomo era germogliato nei polmoni fino a raggiungere circa 5 cm di grandezza; fino a quando non fu estirpato durante una operazione medica avviata pensando di dover operare il giovane uomo (28 anni) per un tumore maligno. Al posto della neoplasia, invece, c'era la piccola conifera che provocava forti dolori nel giovane, facendolo tossire sangue per gli aghi delle foglie che finivano per bucare i capillari dei polmoni.
  IL LEGNO INFISSI srl – Via Poste 11, 81011 Alife (CE) - p.iva 03809910619