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I vetri - sicurezza

Gli urti accidentali contro le pareti vetrate ovvero quelli per atti vandalici o per effrazione sono oggetto di specifica materia normativa.
Le tecnologie di fabbricazione, di trasformazione e di assemblaggio permettono di conferire alle vetrate delle proprietà eccellenti di risposta alle normative di sicurezza attualmente richieste nel settore dell’edilizia, in particolare in materia di protezione dagli urti.

I potenziali urti possono essere di diversa natura, ed i livelli di risposta dei vetri dipendono sostanzialmente da due fattori:
il livello di energia trasmesso nell’impatto (o negli impatti): E;
la superficie massima di contatto durante l’urto: SCM.


La materia, come già detto, è sviluppata a livello normativo, ed è regolamentata a seconda delle varie casistiche, che sinteticamente si riportano di seguito a seconda delle varie protezioni richieste in riferimento ad alcuni tipi di vetrate reperibili sul mercato; queste ultime possono essere temprate o stratificate, a seconda del loro utilizzo, come si specificherà più avanti.
1. Protezioni dal rischio di ferite in caso di urti accidentali: di norma, i vetri adatti allo scopo sono quelli la cui definizione normativa è completata dal termine “sicurezza”, e possono essere temprati o stratificati.
2. Protezioni dal rischio di caduta di oggetti sulle coperture vetrate: i vetri stratificati evitano il passaggio attraverso la parete vetrata di un oggetto in caduta accidentale e garantiscono una stabilità residua del vetro dopo l’urto, per la protezione delle zone di attività e di passaggio esposte.
3. Protezione dal rischio di caduta delle persone: i vetri stratificati rispondono alle esigenze anche di questo campo di impiego.
4. Protezione di primo livello dagli atti vandalici e dall’effrazione: l’attacco manuale per effrazione e gli atti vandalici si esprimono spesso con il lancio di oggetti scagliati in modo più o meno violento. Gli oggetti scagliati e i livelli di energia d’urto associati, definiscono le aggressioni cui possono essere soggette le vetrate esposte a tale tipo di rischio. I vetri stratificati, che fanno specificatamente riferimento a tale normativa, propongono livelli graduati di risposta alle diverse aggressioni.
5. Protezione rinforzata dagli atti vandalici e dall’effrazione: per questi campi di impiego la norma EN356 prevede dei test di resistenza a ripetuti colpi di ascia e martello. I vetri stratificati sono in grado di rispondere al livello di protezione desiderato.
6. Protezioni dai proiettili di fucili da caccia: questo tipo di arma rappresenta, in termini di tipo di impatto generato, un caso particolare nell’ambito delle armi da fuoco. La classificazione è pertanto trattata in modo specifico nella norma EN1063. La gamma di vetri stratificati è in grado di coprire le 2 classi dedicate a tale funzione.
7. Protezioni dai proiettili di armi da spalla e da pugno: la norma EN1063 definisce 7 classi per poter coprire le esigenze di protezione rispetto all’energia generata da queste armi. La gamma di vetri stratificati copre le richieste di resistenza definite nelle 7 classi.
Il materiale vetro ha una buona resistenza a compressione, ma una bassa resistenza a flessione; per cui a seguito di un urto una lastra di vetro ordinario (normale) può rompersi in molte schegge taglienti, che possono provocare ferite ed altri vari danni.
Per evitare ciò si può usare il vetro ad elevata resistenza. Come già detto, può essere temprato o stratificato, a seconda del suo utilizzo.



Il vetro ha una buona resistenza alla compressione, ma una bassa resistenza alla flessione....



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