La azione solare che raggiunge la terra è composta da radiazioni
elettromagnetiche di lunghezze d’onda comprese tra
0,28 e 2,50 µm (1 µm = 10-6 m);
la sensazione luminosa che prova l’essere umano è dovuta
alla sola azione delle radiazioni con lunghezza d’onda (l.d.o.)
tra 0,38 e 0,78 µm, che agendo in modo variabile sull’occhio
a seconda della loro l.d.o. danno luogo al fenomeno fisiologico
della visione.
In linea di massima, la radiazione solare si suddivide in:
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raggi ultravioletti (UV), 3 %; con l.d.o. 0,28 ÷0,38 µm, che
non si percepiscono in quanto invisibili (si manifestano in
modo sensibile a livello organico attraverso la pigmentazione
della pelle);
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raggi visibili, 42 % ; con l.d.o. 0,38 ÷0,78 µm , che sono
percepiti dall’occhio umano sotto forma di luce bianca
(composta da tutti i colori, dal viola (l.d.o. 0,38 µm) al
rosso (l.d.o. 0,78 µm) );
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raggi infrarossi (IR) , 55 % ; con l.d.o. 0,78÷2,50 µm , che
si percepiscono sotto forma di calore.
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L’irraggiamento che colpisce un vetro dall’esterno viene in
parte riflesso (senza oltrepassare il vetro), in parte assorbito
(nello spessore del vetro), in parte trasmesso all’interno (oltrepassando
il vetro). I rapporti di ciascuna di queste componenti
sul flusso incidente definiscono rispettivamente i fattori di riflessione,
assorbimento e trasmissione caratterizzanti il vetro
stesso, e variano a seconda delle lunghezze d’onda considerate.
Evidentemente, a parità di altri parametri, tali fattori dipendono
dall’eventuale colore del vetro, dal suo spessore e, nel caso,
dalla natura del deposito eventualmente applicato sul vetro
stesso (bassoemissivo e/o selettivo).
D’altra parte, poi, può accadere che alcuni vetri, particolarmente
spessi o multipli (vetri isolanti e/o stratificati), anche se
non colorati, possono produrre un effetto visivo di colorazione
verdastra o bluastra per “trasmissione” (di radiazioni con l.d.o.
comprese tra 0,28 µm (viola) e 0,78 (rosso) ).
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L’energia solare introdotta in un locale attraverso un vetro (per
trasmissione) viene assorbita dagli oggetti e dalle pareti interne
che, riscaldandosi, riemettono a loro volta un irraggiamento
termico, quest’ultimo situato prevalentemente nell’infrarosso
alto/lontano (superiore a 5 µm).
I vetri, però, anche se trasparenti, sono praticamente opachi
(non penetrabili) dalle radiazioni di l.d.o. superiori a 5 µm; pertanto,
la predetta energia solare “riemessa” si trova intrappolata
all’interno del locale, che tende quindi a scaldarsi.
E’ questo il cosiddetto “effetto serra”; quello che, per esempio,
si sperimenta facilmente in una automobile parcheggiata
sotto il sole con i finestrini chiusi.
In caso di locali, allora, per evitare il surriscaldamento si può
ricorrere (oltre che a ventilazione e/o a schermature esterne) a
vetrate a trasmissione energetica limitata, denominate “vetrate
a controllo solare” (selettive), che permettono il passaggio
di una sola parte determinata dell’irraggiamento solare (bloccando
una parte delle radiazioni con l.d.o. più alte/lontane) , e
che consentono, quindi, di minimizzare i surriscaldamenti dei
locali stessi pur mantenendo una buona illuminazione di luce
naturale (cfr. fig. 3 della vetrata selettiva di cui nel seguito).
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