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Il vetro e la luce

Può sembrare ovvio, ma, si sa: la luce diurna è all’origine della vita ed è indispensabile a tutti. La finestra, e il vetro in essa contenuto, agisce in qualche modo come un “filtro” prodigioso che permette di addomesticare e ammorbidire la luce per consentirci di sfruttarla dentro casa secondo le nostre esigenze, anche quando fuori tira vento, piove, fa caldo, fa freddo, ci sono rumori, o c’è lo smog.
Quindi, finestra e vetro fungono, da sempre, come formidabili “scambiatori” di luce con il mondo esterno, tanto che sono inimmaginabili edifici senza finestre e vetri.
Nel progettare gli edifici e gli ambienti si privilegiano le possibilità di avere ampie aperture finestrate sui muri ; tanto che, tenendo presente le varie componenti del bilancio energetico della finestra (energia necessaria al riscaldamento, al raffreddamento e all’illuminazione del locale) , può concludersi che la superficie finestrata (vetrata) dovrebbe essere dell’ordine del 35÷45 % della superficie complessiva della facciata. Il tutto anche in dipendenza, evidentemente, dell’esposizione della facciata rispetto ai punti cardinali: a nord vi è la minima esposizione solare (tuttavia, la luce naturale nei locali in tal caso presenta caratteristiche di elevata costanza) , mentre a sud si ha il vantaggio di una esposizione solare massima (ancor più elevata durante l’inverno, con il sole basso sull’orizzonte, che è ideale per aumentare il guadagno termico durante la stagione fredda).
Si devono, allora, scegliere ovvero combinare al meglio le diverse proprietà che può avere il vetro rispetto alla luce:
la trasparenza: quanto più elevata è la trasmissione luminosa del vetro, tanto maggiore è la quantità di luce naturale disponibile all’interno dei locali;
la brillantezza: quanto più è perfettamente liscia la superficie del vetro tanto più questo si presenta come un materiale “brillante”, che ha l’effetto di creare diversi giochi di riflessi gradevoli esteticamente;
l’opalescenza: in questi casi con la traslucidità dei vetri cosiddetti “stampati”, “satinati” o “sabbiati” si consente la penetrazione della luce impedendone tuttavia l’incidenza diretta, avendo come effetto la preservazione dell’intimità dei locali dalla vista diretta (ad esempio per i locali da bagno).


Per particolari applicazioni e illuminazione con luce naturale si può ricorrere, poi, a tecniche e vetrate speciali capaci di captare e riorientare la luce diurna verso zone specifiche dell’edificio (daylighting): con lamelle di vetro, fisse o orientabili, poste in facciata (all’esterno o all’interno dell’edificio) ovvero con vetrate isolanti comprendenti griglie metalliche o sintetiche altamente riflettenti.


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