|
|
I vetri - isolamento acustico
|
L’intensità di un rumore esterno percepibile dagli occupanti di
un edificio costituisce l’elemento determinante di valutazione,
a finestra chiusa, della protezione dai rumori esterni.
Conseguentemente l’isolamento acustico è definito da un indice
che rappresenta la capacità di attenuare la percezione
all’interno di un rumore esterno.
In realtà, i rumori sono suoni che hanno varie frequenze (suoni
bassi, medi, alti; da 50 a 5.000 Hz nell’acustica architettonica);
allora, per tenere conto della differenza di sensibilità
dell’orecchio umano alle diverse frequenze, i rumori vengono
ponderati, secondo procedure convenzionali normalizzate,
seguendo una curva cosiddetta “A” e vengono espressi in
Db(A) (decibel in scala A).
|
La lastra di vetro subisce, rispetto all’isolamento acustico, una perdita di prestazione compresa tra 10 e 15 Db(A). Ad esempio,
per una lastra di vetro dello spessore di 4 mm, la frequenza
critica corrisponde a 3.000 Hz, mentre per una lastra di gesso
dello spessore di 13 mm corrisponde a 3.200 Hz.
Aumentando lo spessore del vetro, la perdita del potere fonoisolante
dovuto alla frequenza critica si sposta verso le basse
frequenze. Occorrerebbe raggiungere uno spessore di 120
mm affinché il “buco” di trasmissione di suono causato dalla
frequenza critica sia inferiore ai 100 Hz, e dunque insignificante.
Per tale motivo risultano di più difficile attenuazione i
rumori di elevata intensità a bassa frequenza (caratterizzanti i
tipi di rumori del traffico stradale).
|
|
Fino a qualche tempo fa il miglioramento
delle prestazioni di isolamento
acustico era maggiormente ottenuto
attraverso un aumento importante
degli spessori (massa vetrosa) e con
l’asimmetria delle lastre componenti
(che comportano uno sfasamento
delle frequenze critiche e quindi una
maggiore barriera al suono).
Oggi, con l’utilizzazione di particolari
tipi di vetri stratificati fonoisolante si
riesce ad eliminare quasi completamente
l’effetto della frequenza critica
(alle basse frequenze), ottenendo oltre
a un guadagno di circa 2÷3 Db(A)
|
Convenzionalmente un livello sonoro confortevole non dovrebbe
superare un’intensità di 35dB durante il giorno e di 30
dB durante la notte.
Il suono, come è noto, è formato da onde sonore di varia
frequenza; l’attraversamento di un materiale dipende dalla eccitazione
di tale materiale alla cosiddetta frequenza di vibrazione
critica; ogni lastra di materiale presenta una frequenza
critica in corrispondenza della quale vibra più facilmente (e
dunque trasmette il rumore, facendo meno barriera al suono).
|
rispetto a composizioni vetrarie simili anche una omogeneizzazione
di prestazione fonoisolante alle varie frequenze.
|
|
|
Riepilogando
|
1 Il suono è composto da più frequenze. Il tipo di frequenza, da bassa
a alta, determina la natura del rumore (o del suono). La frequenza
si esprime in Hertz (Hz, numero di vibrazioni al secondo). Più alta è la
frequenza, più è elevato il numero di vibrazioni al secondo.
|
2 Un suono puro è dato dalla vibrazione di una singola frequenza
(ad esempio una nota musicale). I rumori, in genere, si compongono
di una serie di frequenze che variano in continuazione, componendo il
cosiddetto spettro sonoro.
|
3 Con uno spessore di vetro costante si ha una diminuzione della trasmissione
del suono (aumenta l’isolamento acustico) passando dalle
basse alle alte frequenze; ma, al valore della “frequenza critica” vi è un
“buco” dell’isolamento e si crea un picco sonoro
|
4 aumentare lo spessore del vetro non è sufficiente ad eliminare il
picco sonoro, perché ciò non farebbe altro che spostare il picco a frequenze
diverse
|
5 La stratificazione del vetro permette l’inserimento tra le due (o più
lastre) di uno (o più) “riduttore di vibrazioni”, rappresentato da uno
o più film plastici, consentendo la quasi completa eliminazione del
“buco” di isolamento e quindi dello sgradevole picco sonoro
|
6 Si può comporre, allora, un vetrocamera con uno (o più) vetri stratificati
con utilizzazione di PVB acustico, che garantisce alti livelli di
isolamento acustico delle frequenze udibili
|
Quello sin qui illustrato è il comportamento del singolo materiale
vetro o lastra vetrata; nella realizzazione di una finestra,
però, la vetrata viene incorporata in un telaio , ed insieme formano
l’elemento che determina l’isolamento acustico di tutta
la finestra.
Orbene, non è possibile definire le caratteristiche fonoisolanti
di una finestra partendo solo dalle prestazioni del vetro; l’indice
di attenuazione acustica può essere, quindi, calcolato solo
dopo aver effettuato le misure opportune sulla finestra finita.
È, allora, di tutta evidenza l’importanza di armonizzare il tipo
di vetrata con il telaio e con il tipo di giunti, per avere come
“prodotto finito” una finestra che possa avere un buon potere
fonoisolante complessivo; è evidente che una finestra composta
da una vetrata altamente fonoisolante montata in un
telaio con scarso potere fonoisolante ha uno scarso potere
fonoisolante complessivo, risultando in tal modo vanificato il
pregio fonoisolante della sola vetrata.
Sotto questo punto di vista il materiale “legno” è molto più
fonoisolante, fisiologicamente, dell’alluminio o del PVC; e ciò
perchè il telaio e l’anta della finestra in legno sono costituiti da
materiale (legno) pieno e denso, e non da profili cavi (come
PVC o alluminio).
|
Pertanto, a parità di vetrata e di sistema di assemblaggio, una
finestra in legno ha un potere fonoisolante maggiore di una
stessa finestra in alluminio o in PVC.
A parità di finestre in legno, poi, vi è da considerare il modo in
cui il vetro è alloggiato nel telaio; evidentemente, modalità di
assemblaggio che ricorrono a uno strato continuo di silicone
(che attenua e smorza le vibrazioni e con esse il propagarsi
del suono) per l’incollaggio del vetro all’anta sono certamente
da preferirsi, al fine della massimizzazione del potere fonoisolante,
rispetto ad altre metodologie che prevedono il silicone
solo come elemento di ermeticità all’acqua.
E, non a caso, questa azienda adotta il metodo per incollaggio
del vetro all’anta, che oltre a massimizzare il potere
fonoisolante complessivo della “intera finestra” comporta anche
una maggiore tenuta meccanica dell’anta stessa (il che
aumenta anche il potere di resistenza antieffrazione, di cui al
paragrafo 6.9 che segue).
|
|
|
| |
|