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Generalità sui vetri


Solitamente, nell’osservare una finestra si è portati a soffermare l’attenzione sulle parti del telaio e delle ante in legno, sulla ferramenta e guarnizioni perimetrali, sulla verniciatura, tralasciando inconsciamente e spontaneamente la superficie predominante della finestra stessa: la parte vetrata.
Ciò sicuramente è dovuto alla familiarità che i nostri sensi hanno ormai con il vetro, considerato quasi come un elemento “ovvio e scontato” nella vita quotidiana;
nella realtà, però, il vetro è un prodotto artificiale, conseguente ad una lavorazione, e dunque avente caratteristiche e qualità che dipendono dal modo in cui è prodotto.
E allora, proprio perché rappresenta una parte più che considerevole del serramento stesso, questa azienda è da sempre molto attenta ad utilizzare per i propri serramenti prodotti dei vetri di alta qualità, che, però, spesso sono poco conosciuti alla clientela.
Nella stesura del presente catalogo generale, quindi, si è riservata una parte specifica e corposa per fornire alcune indicazioni su un elemento del serramento che sembra “scontato” e che, invece, non lo è affatto: il vetro.
(fonti bibliografiche predominanti: Manuale del vetro - Saint-Gobain Glass)

Tutti sappiamo cosa è il vetro e non occorre alcuna illustrazione o spiegazione per identificarlo; è, difatti, un composto che ha una storia millenaria.

Non altrettanto conosciuta è, però, la sua composizione:
un vetrificante, la silice, introdotta sotto forma di sabbia (dal 70 al 72%);
un fondente, la soda, sotto forma di carbonato o di solfato di sodio (circa il 14%);
uno stabilizzante, la calce, sotto forma di calcare (circa il 10%);
vari altri ossidi, come l’allumina e il magnesio, che servono a migliorare le proprietà fisiche del vetro, in particolare la resistenza all’azione degli agenti atmosferici;
qualche particolare ossido metallico in caso di colorazioni della massa metallica.
Composizione e fabbricazione dei vetri

Con procedure automatizzate in dei forni particolarmente complessi (lunghi circa 200÷250 ml, tenuti accesi 24 ore al giorno tutto l’anno, per circa 10÷12 anni di seguito) il miscuglio viene umidificato e poi lavorato in sei fasi principali:
1. una fusione iniziale, in cui le materie prime vengono fuse a circa 1.550 °C;
2. un processo di omogeneizzazione del vetro fuso, con l’eliminazione delle bolle gassose;
3. un condizionamento termico, con raffreddamento controllato in modo da ottenere la giusta maggiore viscosità per la fase successiva;
4. uno spargimento su di un bagno di stagno fuso a circa 1.000 °C ; in tale condizione il vetro, che presenta una densità inferiore a quella dello stagno, vi “galleggia” formando uno strato di spessore naturale tra 4 e 6 mm (ovvero di spessore diverso con particolari dispositivi che consentono l’accelerazione o la riduzione dello spandersi del vetro);
5. una ricottura all’uscita dal bagno di stagno in cui il nastro di vetro, già divenuto rigido, passa in un tunnel di raffreddamento in cui si porta con gradualità la temperatura da circa 620 a 250 °C, e successivamente ad un raffreddamento lento all’aria per la eliminazione delle tensioni interne al vetro;
6. una fase di taglio del nastro di vetro raffreddato, che sinora si presentava sempre in forma continua, per ottenere le lastre normalizzate di circa 6x3 m.


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