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Requisiti e prestazioni dei serramenti
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I tamponamenti verticali degli edifici, in cui sono alloggiati i
serramenti, sono investiti da una serie di fenomeni, che producono
azioni sollecitanti più o meno severe, rispetto alle
quali essi devono presentare un comportamento adeguato,
cioè offrire prestazioni soddisfacenti:
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fenomeni fisici, determinati dal contatto con la pioggia e
con gli altri agenti atmosferici, dalla presenza di vapore acqueo,
dagli sbalzi termici, dalle variazioni dell’umidità, dal
fuoco ;
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fenomeni chimici, determinati dall’aggressività degli agenti
inquinanti atmosferici, dall’azione di sostanze e detergenti
di uso domestico, etc.;
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fenomeni meccanici, indotti dalle azioni sollecitanti portate
dai carichi (compreso il vento), dalle vibrazioni, dagli urti;
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fenomeni biologici, causati dall’azione di muffe e batteri o
da quella di insetti e piccoli animali.
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3.5.1 - Controllo delle dispersioni termiche
È l’attitudine a contenere entro determinati limiti le perdite di
calore verso l’esterno per conduzione, convezione e irraggiamento.
Questo requisito è da porre in relazione alla L.10/91 (e
s.m.i.) riguardante il contenimento dei dispendi energetici per
il riscaldamento degli edifici e lo sviluppo delle fonti rinnovabili
di energia . È espresso, all’interno di una procedura di verifica
piuttosto complessa, come una richiesta di contenere il coefficiente
di dispersione volumico dell’edificio e di conseguenza
di contenere la trasmittanza termica (cioè la perdita di calore
per conduzione) e la permeabilità all’aria (la perdita di calore
per convezione) dei serramenti.
Il serramento, quindi, è una delle componenti (ma non l’unica),
insieme alle tompagnature ed ai solai, che concorrono a fornire
il comfort termico.
Su tale argomento si rimanda anche ai paragrafi 4.5.6 e 6.7.
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Considerata, quindi, la varietà degli eventi e dei fatti relativi
agli edifici e la necessità di assicurare il soddisfacimento delle
esigenze espresse dall’utenza, sono richiesti ai serramenti
determinati modi di funzionare, cioè determinati requisiti.
Requisiti, la cui espressione costituisce un momento fondamentale
di ogni azione normativa, in quanto consente di porre
le basi scientifiche e conoscitive delle modalità di controllo dei
fenomeni che investono l’ambiente costruito e di prefigurare
gli strumenti di valutazione per fissare i limiti entro i quali sono
accettabili i comportamenti degli elementi edilizi.
Nel seguente elenco sintetico, non esaustivo data la complessità
dell’argomento, sono definiti i principali requisiti normalmente
considerati nella progettazione dei serramenti, alcuni
dei quali sono prescritti dalle norme o dalle leggi vigenti:
3.5.2 - Controllo dell’irraggiamento termico solare
È l’attitudine a contenere entro determinati limiti l’irraggiamento
solare entrante negli ambienti interni. Questo requisito
è da definire attentamente nel caso di grandi superfici vetrate,
prive di schermi, per le quali sia da valutare l’effetto dell’irraggiamento
sulle condizioni di benessere igrotermico degli ambienti:
esso si traduce, in genere, nella richiesta di riduzione
del fattore solare, cioè del rapporto tra l’energia totale entrante
nell’ambiente e l’energia incidente sulla superficie vetrata.
Su tale argomento si rimanda anche ai paragrafi 4.5.5 e 4.5.6
ed ai valori del fattore solare “g” alla tabella del paragrafo
4.5.9.
Tale controllo, comunque, non è previsto dalla procedura di
marcatura CE , e conseguentemente non vi sono prove specifiche
da poter/dover eseguire.
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3.5.3 - Controllo del passaggio della luce
È l’attitudine a consentire l’illuminazione naturale degli ambienti.
Questo requisito è espresso dal D.M. 05.07.75 attraverso
il fattore medio di luce diurna, cioè dal rapporto in percentuale
tra l’illuminamento medio presente negli ambienti di
un edificio e l’illuminamento contemporaneamente presente
su una superficie orizzontale situata all’esterno che riceva la
luce dell’intera volta celeste (cioè dall’intero emisfero) senza
irraggiamento solare diretto.
Tale controllo, comunque, non è previsto dalla procedura di
marcatura CE , e conseguentemente non vi sono prove specifiche
da poter/dover eseguire.
3.5.4 - Controllo del passaggio dell’aria
È l’attitudine a contenere entro determinati limiti l’entrata di
aria a serramento chiuso e a graduarne il passaggio a serramento
aperto. Il requisito fa quindi riferimento sia alla permeabilità
all’aria del serramento per controllare la presenza di
infiltrazioni ad ante chiuse (norma UNI EN 1026), sia alla possibilità
di ottenere un ricambio dell’aria rapido o continuo (a
seconda delle necessità), evitando correnti fastidiose, grazie
ad una appropriata manovra delle ante operata dall’utenza.
Per questo ultimo requisito entrano in gioco i tipi di apertura
e le modalità di movimento delle ante; le prescrizioni al riguardo
sono contenute nelle buone regole d’igiene che fissano i
numeri di ricambi d’aria orari a seconda della destinazione
degli ambienti. Evidentemente, resta nelle facoltà del cliente/
utente scegliere serramenti aventi tipologie con maggiori o
minori prestazioni.
3.5.5 - Controllo del passaggio del rumore
È l’attitudine a fornire un’adeguata attenuazione dei rumori
provenienti dall’esterno. Questo requisito, che discende dalla
necessità di fornire un adeguato comfort acustico all’interno
degli ambienti, può essere espresso in base all’indice di valutazione
del potere fonoisolante (norma UNI 8204).
Il serramento, quindi, è una delle componenti (ma non l’unica),
insieme alle tompagnature ed ai solai, che concorrono a
fornire il comfort acustico.
Su tale argomento si rimanda anche ai paragrafi 4.5.7 e 6.6 .
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3.5.6 - Tenuta all’acqua
È l’attitudine a impedire l’infiltrazione dell’acqua, in caso vi sia
una differenza di pressione tra l’ambiente esterno e quello interno
(norma UNI EN 1027). Si tratta di un requisito essenzialmente
legato alla necessità di evitare il contatto con l’acqua
di parti interne all’edificio non progettate per essere bagnate
e quindi suscettibili di deterioramento.
Su tale argomento si rimanda anche al paragrafo 6.4 .
3.5.7 - Resistenza al carico del vento
È l’attitudine a contrastare il manifestarsi di rotture o di deformazioni
inaccettabili in conseguenza delle sollecitazioni causate
dal vento (norma UNI EN 12211).
Su tale argomento si rimanda anche al paragrafo 6.3 .
3.5.8 - Sicurezza alle intrusioni
È l’attitudine a limitare, piuttosto che impedire, l’intrusione di
persone. Questo requisito, che acquista soprattutto importanza
a seconda delle richieste dell’utenza, viene espresso
in base alla resistenza che viene opposta ai tentativi di sfondamento,
di perforazione e di forzatura (sistemi di sicurezza
AhS, norme UNI ENV 1627/30).
Su tale argomento si rimanda anche al paragrafo 6.9 .
3.5.9 - Resistenza al fuoco
È l’attitudine a conservare per un determinato periodo di tempo
le prestazioni fornite, malgrado la presenza di un incendio.
Si tratta, in genere, di un requisito che viene espresso
nel caso di edifici soggetti a prescrizioni antincendio, e che
usualmente non viene richiesto nel caso di utilizzazione di serramenti
in legno o legno-alluminio.
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