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La scelta dell'infisso

Per quanto sin qui visto, la scelta del tipo di infisso da impiegare nei vari edifici di volta in volta, a seconda dei diversi contesti e/o esigenze, è bene che sia basata su valutazioni di carattere prestazionale, cioè sul comportamento che esso è in grado di fornire durante il suo uso e la sua durata. Sulla base di tale impostazione dovranno definirsi altre particolarità, formali e funzionali:

le dimensioni (larghezza, altezza) del vano nella tamponatura da chiudere;
la forma del vano e conseguentemente dell’infisso (rettangolare, trapezia, circolare, composta, etc.);
la posizione dell’infisso nello spessore della tompagnatura;
il tipo di apertura del serramento (a battente, a vasistas, a bilico, etc.);
il materiale ed il tipo di profili dei controtelai;
il materiale ed il tipo di profili dei serramenti (telai e ante);
il tipo di vetrata da mettere nel serramento;
il tipo di schermo (interno o esterno, per oscuramento o per sicurezza) da abbinare al serramento.

È naturale, quindi, che si allarga il ventaglio dei parametri per la scelta di una precisa tipologia di serramento, e che il “percorso progettuale” deve tenere conto di molteplici aspetti, anche diversi tra loro, nei quali si devono considerare i vincoli e le implicazioni emergenti dalle situazioni d’intervento in cui l’edificio va a collocarsi.
In particolare devono considerarsi:
il contesto ambientale, che può essere portatore di particolari tradizioni e/o valori paesaggistici e/o storici , per i quali potrebbe essere esercitata una tutela legislativa (dai Piani Territoriali Paesistici ai Piani di Recupero Urbani);
il contesto socio-culturale, che potrebbe privilegiare determinate preesistenze e orientare verso aspetti formali ritenuti qualificanti. In molte zone, d’Italia e nel mondo, esistono infatti predilezioni per determinate forme di finestre, che non sono spiegabili se non in termini di “gusto” o di “tradizione” del luogo;

il contesto climatico e l’orientamento dell’edificio rispetto ai punti cardinali influisce sulla necessità dell’azione filtrante che i serramenti sono chiamati a svolgere tra interno ed esterno per quanto riguarda gli apporti di luce ed energia, in base ad una scelta oculata delle dimensioni e della forma delle aperture;
la tipologia e l’impostazione planovolumetrica dell’edificio (residenze, uffici, scuole, ospedali, etc.). Le destinazioni di uso previste negli spazi interni dell’edificio pongono esigenze specifiche e diverse di illuminamento, di ventilazione, e spesso, in relazione al modo di concepire la fruizione degli spazi, di diversa esigenza di percezione dell’ambiente esterno e di rapporto diretto con il paesaggio, ricadenti direttamente sui serramenti. Allo stesso modo che per i serramenti, anche per le schermature (elementi esterni oscuranti) la tipologia di edificio determina una propensione nella scelta delle schermature stesse (ad esempio, per gli uffici generalmente non si mettono elementi per oscuramento ma solo frangisole);
le previste modalità di gestione dell’edificio, per quanto riguarda : le erogazioni energetiche, i controlli funzionali, la programmazione delle fasi di manutenzione, la prevenzione degli incendi, etc. In tali casi si deve graduare sia il rapporto tra infissi e pareti perimetrali e sia quello tra infissi e impianti tecnici, in base ad una sorta di complementarietà di ruoli (ruoli passivi dei serramenti e ruoli attivi degli impianti) nel sistema di realizzazione delle condizioni di benessere ambientale e/o di sicurezza. Per quanto riguarda, invece, i problemi di contenimento dei dispendi energetici è subito intuitiva la relazione tra le prestazioni di trasmittanza dei serramenti e delle pareti, ovvero la correlazione tra la scelta di talune caratteristiche degli infissi (soprattutto dimensionali e tipologiche delle vetrate) ed il tipo di impianto di condizionamento da adottare;
la tecnica di costruzione o di manutenzione dell’edificio, che può avere sensibili influenze sulle modalità di integrazione dei serramenti ed in modo indiretto su alcune loro caratteristiche. Ad esempio, vi sarebbe parecchia differenza tra un procedimento di costruzione “tradizionale” (struttura in calcestruzzo armato e tompagnature latero-cementizie entrambe in opera) ed un altro che si basasse su sistemi di prefabbricazione sia strutturale che di tompagnature perimetrali.
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