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La sicurezza nei confronti delle intrusioni (antieffrazione)
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È definibile come l’attitudine del serramento a ritardare, più
che impedire, l’intrusione furtiva di persone.
Questo requisito, che acquista importanza a seconda delle
richieste dell’utenza, viene espresso in base alla resistenza
che viene opposta dal serramento ai tentativi di sfondamento,
di perforazione e di forzatura (sistemi di sicurezza AhS, norme
UNI ENV 1627/30).
A tal proposito corre l’obbligo di precisare che il serramento,
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anche se con il massimo grado dell’antieffrazione, non può
essere considerato come una barriera invalicabile all’intrusione,
bensì solo come un mezzo per opporre maggiore resistenza
temporale all’attacco criminale;
difatti, il parametro distintivo tra le varie classi (da 1 a 6) è il
tempo ritenuto necessario per poter commettere l’effrazione
da parte di criminali esperti, così come illustrato nella tabella
che segue.
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In generale, quindi, per i serramenti possono essere
conseguite varie classi di antieffrazione;
nella fattispecie, per quelli in legno ovvero legno-alluminio, il
massimo raggiungibile è la classe 2; le classi da 3 a 6 sono
raggiungibili solo con l’impiego di serramenti in ferro.
La conformità alla classe CR2 (ex UNI ENV 1630) è stata
conseguita da questa azienda con la partecipazione al
progetto GUARDIANGEL®, e riguarda l’intera finestra così
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come realizzata (ancoraggio parete/telaio, ferramenta, vetri,
etc.). La conformità, invece, al sistema di sicurezza “AhS” ,
che riguarda solamente la parte dei meccanismi di chiusura
(ferramenta perimetrale) , è assicurata, in classe C, su tutta
la produzione di serie di questa azienda con l’utilizzazione di
nottolini a fungo (autoregolanti, per fluidità di scorrimento),
testati e certificati allo scopo (e cioè capaci di resistere a
tentativi di scasso con mezzi usuali quali giraviti, tenaglie, etc.).
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